lunedì 24 febbraio 2014

MUSIC

Sfruttando 
DEPRESSIONE
e TRISTEZZA COSMICA
 i cantanti italiani 
fanno soldi a palate. 

Chissà se insieme 
ai contratti discografici
 non firmino anche quelli 
con le case farmaceutiche.

venerdì 14 febbraio 2014

via dai coglioni!



ESIGERE I RIMBORSI, ECCO QUELLO CHE DOBBIAMO FARE!

Deturpano, violano, sciupano il patrimonio pubblico. 
Quelli sono soldi rubati a NOI! 
Se ci scordiamo di pagare qualcosa dopo un giorno arrivano multe su multe, ok, chi sbaglia paga. 

Ed è GIUSTO CHE PAGHINO ANCHE LORO: GLI ASSEGGIOLATI! 

VIA DAI COGLIONI E INDIETRO I NOSTRI SOLDI CON GLI INTERESSI!


giovedì 13 febbraio 2014

senza dignità





Il popolo italiano è ridicolo. Mi chiedo come si possa ancora e ancora e ancora tollerare questo tipo di movimento politico monomandatario che gira intorno sempre e solo ad una cosa: tenere il culo al caldo a sedere su un ballino di soldi ottenuti senza merito. E coloro che lavorano, che danno la loro vita, che fanno? Ringraziano e felicemente porgono anche l'altra guancia per un eventuale bacio sperato e danno gli ultimi risparmi a chi magari stasera farà un bel festino a base di banane e lamponi.
Complimenti! Siamo tutti complici. Tutti. Complimenti soprattutto a coloro che si fanno togliere tutto e sono felici perché alla tv danno una bella partita di calcio e sono anche felici perché ci sono le mele delle veline che inebriano e danno un momentaneo intervallo piacevole alle loro vite. Complimenti a chi nonostante tutto continua fedele nei secoli a nutrire i propri carnefici.
L'amore in fondo si sa, supera tutti i confini.

lunedì 2 dicembre 2013

la linea verticale



Signor Rettore,
nella stretta cisterna che ella chiama "pensiero", i raggi spirituali imputridiscono come la paglia.
Basta coi giochi di parole, cogli artifici di sintassi, le acrobazie di formule, bisogna ora trovare la grande Legge del cuore, la Legge che non sia una Legge, una prigione, ma una guida per lo Spirito smarrito nel suo stesso labirinto. Più in là di dove possa giungere la scienza, là dove i fili della ragione si spezzano contro nuvole, ecco il labirinto, punto centrale ove convergono tutte le forze dell’essere, le nervature ultime dello spirito. In quel dedalo di muraglie mobili e continuamente spostate, al di fuori di tutte le forme conosciute di pensiero, il nostro spirito sì muove, spiando i suoi movimenti più segreti e più spontanei, quelli che possiedono una impronta di rivelazione, un vento venuto da lontano, sceso dal cielo.
Ma la razza dei profeti si è estinta. L’Europa si cristallizza, si mummifica lentamente sotto le bende delle sue frontiere, delle sue officine, dei suoi tribunali, delle sue università. Lo Spirito congelato scricchiola fra gli strati minerali che si serrano su di lui. La colpa è dei vostri sistemi ammuffiti, della vostra logica per la quale 2 e 2 fanno 4, l’errore è in voi Rettori, impigliati nella rete dei sillogismi. Fabbricate ingegneri, magi strati, medici a cui sfuggono veri misteri del corpo, le leggi cosmiche dell’essere; falsi saggi che non vedono nell’oltreterra, filosofi che pretendono di ricostruire lo Spirito. Il più piccolo atto della creazione spontanea è un mondo più complesso e più rivelatore di qualsiasi metafisica. Lasciateci perdere, Signori; voi non siete altro che usurpatori. Con quale diritto pretendete di canalizzare l’intelligenza, di conferire i brevetti dello Spirito?
Non sapete nulla dello Spirito, ignorate le sue ramificazioni più nascoste ed essenziali, quelle impronte fossili così vicine alle scaturigini di noi stessi, quelle tracce che a volte mettono in luce nei giacimenti più oscuri dei nostri cervelli.
In nome stesso della vostra logica vi diciamo:
La vita puzza, Signori.
Guardate un istante le vostre facce, considerate i vostri prodotti. Attraverso il setaccio dei vostri diplomi passa una gioventù scheletrita, perduta. Siete la piaga di un mondo, Signori, e tanto peggio per quel mondo; ma che esso almeno non si creda di governare l’umanità.

Antonin Artaud

lunedì 18 novembre 2013

L'Invisibile


Un vento di nostalgia soffia attraverso il mondo,
 un bisogno divorante, 
e ne sono prese tutte le anime non completamente indurite o incapaci di germogliare. 
Ogni stanco scetticismo, 
di cui fino a poco fa ci si era fatto vanto, 
è stato sommerso da caldi torrenti di sangue umano. 
E' di nuovo "permesso" credere alle cose che non si possono provare per mezzo di esperimenti, 
e non vengono più derisi coloro che hanno compreso che l'invisibile ci circonda e ci influenza.

Bo Yin Ra






lunedì 28 ottobre 2013

Be polite. Go fuck yourself!


"Come stai?"
"Tutto bene!" e invece stai da schifo.
Forse bisogna smettere di domandare cose "delicate" a chi non ci interessa, a chi chiediamo per ipocrisia - la gentilezza di questa epoca - quando è palese che non vogliamo dare tempo alla risposta, alla persona; così eviteremmo in cambio una bella bugia perché spesso la risposta "è tutto a posto" si da a chi sentiamo di non meritare la nostra fiducia e il nostro "aprirsi". 

E' finito il tempo di mendicare amore e attenzioni. Meriti un bel "tutto bene", spesso e volentieri, purtroppo, una bugia, perché è questo quello che sei disposto a dare: ipocrisia. 

E un giorno scopri che il "cosa fai?" risulta meno gentile, forse più crudo rispetto alla finta gentilezza, ma spesso qualche minuto lo dedichi per la tua curiosità e anche solo per rispondere quello che stai facendo. 

Una volta dove lavoravo c'era una domanda che veniva posta ogni giorno almeno due volte: "a che macchina sei?". Quella era l'unica cosa con cui si poteva parlare con tutti, era un modo per sentirsi uniti in un unico scopo, un modo per dare il proprio tempo, la propria attenzione. Poi arrivava anche la domanda "come stai?", ma non con tutti e non sempre.

Prima di chiedere bisognerebbe indagarsi. 
La gentilezza a volte ti lascia più solo della solitudine.


Lisa Lelli

venerdì 18 ottobre 2013

Il Cammino e la Spada



Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra; 
non sono venuto a portare la pace, ma la spada.


Matteo 10, 34



domenica 29 settembre 2013

INVOCAZIONE



"Lo mondo è ben così tutto diserto
  D'ogne virtute, come tu mi sone,
  E di malizia gravido e coverto;
  Ma priego che m'addite la cagione,
  Sì ch'i' la veggia e ch'i' la mostri altrui;
  Chè nel cielo uno, ed un qua giù la pone."



Dante. Divina Commedia. Purgatorio XVI, 58-63.

giovedì 29 agosto 2013

Mondi Invisibili


Perché noi non abbiamo da combattere solo contro cose puramente umane, ma contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nell'aria.

San Paolo, Efesini 6,12

giovedì 1 agosto 2013

Gli abitanti della Terra



Il mercato la mattina si prepara ad accogliere i forestieri. Che energia! Che aspettativa...
Ecco i primi già arrivano e iniziano ad affollare le bancarelle. Che profumo di spezie e che colori quelle stoffe di seta.

Il sorriso di Azis illumina chi lo guarda e Ahmed tamburella la sua ultima creazione: una zucca con la pelle di un capretto.
Fatima ha già un piccolo pubblico, oggi racconta le favole mentre i clienti sorseggiano tè fresco alla menta.

Marco era stupefatto di tutti quei colori e mai avrebbe immaginato che con così tanta diversità si potesse creare armonia. Sì, quella è armonia, decise! Colori, profumi pungenti e dolci, strumenti che suonano, chi grida, chi ride, chi va di fretta, quel turbinio all'improvviso gli scaldò il cuore e gli fece rimpiangere il non averci pensato prima: non importa chi sei e dove vai purché quello che vivi oggi sia frutto di te, questo ora lo capiva. Aveva perso tanto tempo a cercare di capire la sua vita, tutto quello che aveva subito o fatto subire, ma che senso aveva se non aveva mai assaporato quell'armonia che vedeva ora in quel mercato?

Diede a se stesso un'intenzione: mai più giorni inutili, Seneca lo insegnava secoli fa che mentre s'aspetta il tempo passa. Marco aveva aspettato fino a quel momento che qualcosa iniziasse a girare nel verso giusto ma non aveva mai raccontato storie e nemmeno ascoltato qualcuno che gliele raccontasse sorseggiando un caffè e non aveva mai suonato una zucca e non si ricordava nemmeno più da quanto tempo non passeggiava guardando le persone negli occhi, mai un sorriso. All'improvviso qualche lacrima scese giù mentre saliva una strana euforia e una sensazione vivida lo fece trasalire: il suo cuore danzava! Si sedette, accettò degli strani e profumati dolcetti, sorrise e s'incantò ascoltando la voce suadente di quella donna che scoprì cruda nella sua bellezza.

Lisa Lelli

giovedì 11 luglio 2013

sesso non-sesso


E se servisse fare sesso 
per raggiungere l'illuminazione, 
oggi ci sarebbero più guru 
che in tutta la storia 
dell'umanità.

Lisa Lelli


giovedì 23 maggio 2013

Messaggio in bottiglia



A te che stai leggendo queste parole sono grata, perché qualcuno avrà memoria di qualcosa di me. Non so più cosa non-sono e l'unica cosa che so dirti di me è che io-sono. La commozione che mi unisce a te in questo momento confina con tuttol'Universo. Ciò che conta per me è la Bellezza. Quello è il metro con cui ho tentato di muovermi e nonostante tutti i miei mancati bersagli so che ho fatto quello che potevo fare cercando anche oltre i miei limiti. Vorrei che ci fossero più Esseri che sanno vedere la Bellezza là dove sembra che non ci sia, persone che abbiano la volontà, il cuore e le braccia per cambiare in loro e nelle relazioni che hanno, tutto ciò che non gli piace. Perché penso che un limite sia tutti i limiti e penso che ogni limite che supero sia magicamente superato anche da tutti quelli con cui sono in contatto. La voce che mi ha cullato e guidato sempre nelle diversità è quella di Nabil Bey...chissà se anche tu conosci i Radiodervish e la loro musica che unisce tutte le culture del Mediterraneo in un unico suono. Hai mai visto quel fiorellino di campo che sembra un occhio blue? Lo chiamano "Non ti scordar di me", a quello ho legato la mia storia perché a quello era legata la storia della mia terra. Così ti scrivo perché la mia più grande paura è che gli Esseri Spirituali si stiano estinguendo. Lascio una traccia perché questa è l'unica cosa che posso fare. 

Un abbraccio grande, di Luce...chiunque tu sia.
Lisa

sabato 13 aprile 2013

GLI AMANTI



Amore, mi diede il benvenuto; ma l'anima mia si ritrasse, di polvere macchiata e di peccato. 
Ma Amore dal rapido sguardo, vedendomi esitante sin dal mio primo entrare, mi si fece vicino, dolcemente chiedendo se di nulla mancassi.

Di un ospite, io dissi, degno di essere qui.
Amore disse: Quello sarai tu.
Io, lo scortese e ingrato? Oh, amico mio, non posso alzare lo sguardo su te.
Amore mi prese la mano e sorridendo rispose: e Chi fece gli occhi se non io?
E' vero, Signore, ma li macchiai: se ne vada la vergogna là dove merita andare. 
E non sai tu, disse Amore, Chi portò questa colpa?
Se è così, servirò, mio caro.
Tu siederai, disse Amore, per gustare della mia carne.

Così io sedetti e mangiai.

Simone Weil

mercoledì 10 aprile 2013

TESLA


"Un giorno l'’uomo connetterà il suo apparato con i moti originari
dell'’universo… e le vere forze che spingono i pianeti sulle loro
orbite e li fanno ruotare spingeranno i suoi macchinari"

Nikola Tesla

mercoledì 27 marzo 2013

FACCE


E' incredibile come con sempre più crescente facilità la gente che si pensa illuminata cambiando o lasciandosi cambiare il nome, perde se stessa. Totalmente. E in modo irreversibile. Persone che impiegano tutta la vita a cercare un nome che più le definisca, fatalità sono tutti nomi di dei o dee orientali di cui pensano di aver capito l'Entità e se ne fanno veste, poco curanti di andare invece a conoscere il loro vero nome, perché lo portano e ancora più importante come portarlo. Come se quel nome che gli è stato dato fosse solo un capriccio dei suoi genitori e ignorando che tutto l'Universo potrebbe aver complottato per farglielo arrivare. E fatalità la maggior parte sono donne, Donne che si trovano perse nel loro nulla a metà della vita biologica. Donne che hanno minimo tre nomi. Donne che si sentono bene identificandosi in qualche dea di turno, si compiacciono della loro maestosità. Donne che sarebbero potute essere bellissime. Donne che non nasceranno mai. Almeno non con quel "come".

Lisa Lelli

giovedì 7 marzo 2013

Cosmic Tree


"Non sapete, dunque, e non capite che voi, tutti gli angeli, tutti gli arcangeli, gli dèi, i signori, tutti gli arconti, tutti i grandi invisibili, tutti quelli (del luogo) di mezzo, quelli dell'intero luogo della destra, tutti i grandi delle emanazioni della luce e tutta la loro gloria, (non capite) che tutti voi insieme provenite da un'unica e identica pasta, che tutti voi provenite dalla stessa miscela?".

Pistis Sophia

martedì 19 febbraio 2013

Scegli davvero, esci dall'illusione!


E se la mucca scegliesse di non scegliere quello che le danno, ma lei scegliesse davvero per se stessa, cosa accadrebbe? 
Se tutte le mucche insieme s'illuminassero e decidessero di non darsi più ai macelli, cosa succederebbe? 
Chi inizierebbe a ballare, le mucche o i mattatori?
Sotto la pelle delle mucche batte un cuore di Toro, chissà se avrò la fortuna di vederlo danzare!

Lisa Lelli

giovedì 14 febbraio 2013

La comprensione


"Chi non è convinto che sia auspicabile essere buoni, onesti, disinteressati, pazienti, indulgenti? Tutti elogiano coloro che praticano queste virtù, ma quante volte accade loro di non essere buoni né onesti né disinteressati né pazienti né indulgenti! 

E ciò non li disturba più di tanto, poiché a loro non viene neanche in mente che la vera comprensione non deve mai essere separata dalla realizzazione.
Far vibrare tutto il nostro essere – fino ad arrivare alle cellule delle mani e dei piedi – in accordo con le verità spirituali che accettiamo intellettualmente.

Noi dobbiamo far scendere sul piano fisico ogni verità con la quale entriamo in contatto, in modo da impregnarne tutto il nostro essere. La comprensione, quella vera, non avviene soltanto attraverso le cellule del cervello: essa avviene anche tramite le cellule del cuore, dello stomaco, dei polmoni, del fegato e di tutti i nostri organi. 

Sì, perché la nostra comprensione sia completa, tutte le cellule del nostro corpo devono partecipare. Se le cellule degli altri organi non compiono correttamente il loro lavoro, a poco a poco anche le capacità del cervello diminuiscono. "

Omraam Mikhaël Aïvanhov


mercoledì 13 febbraio 2013

I Vizi personali


Abbi pietà di coloro che mangiano, bevono e ingrassano, ma sono infelici e solitari nella loro pinguedine.
Ma abbi ancora più pietà di coloro che digiunano, censurano, proibiscono e si sentono santi, e girano per le piazze predicando il Tuo nome. Perché costoro ignorano la tua legge che dice: "Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera."


Paulo Coelho. Il cammino di Santiago


mercoledì 6 febbraio 2013

INTO THE WILD: Ovunque!

INTO THE WILD: Ovunque!: Into the Wild in città, più che altrove. Sveglia alle 4 di mattina in una casa che - se va bene - finirò di pagare a cinquant'anni. Aspett...

martedì 5 febbraio 2013

La Torre d'Avorio


Ma la Torre d'Avorio scintillava ancora al centro di tutto, 
intatta e senza macchia, nel suo immacolato, fatato candore. 

Michael Ende. La storia infinita.

lunedì 4 febbraio 2013

Le Sfingi


Atreiu si era avvicinato fino a cinquanta passi dalla porta di pietra. Era assai più gigantesca di quanto se la fosse figurata vedendola in lontananza. Dietro di essa si stendeva un'immensa pianura completamente deserta, che non offriva allo sguardo alcun punto di riferimento, così che l'occhio pareva precipitare nel vuoto. Davanti alla porta e fra i due pilastri, Atreiu vide innumerevoli teschi e ossa, i resti dei più disparati abitanti di Fantàsia che avevano tentato di oltrepassare quella soglia ed erano stati bloccati dallo sguardo delle Sfingi. 

Michael Ende. La storia infinita.

lunedì 28 gennaio 2013

ONIRICO

opera di Moebius


"...forse le cose che perdo sempre finiscono da qualche parte, in qualche fiaba o nei sogni, o...i sogni e le fiabe in realtà sono fatte dalle cose, fisiche e non, perse o dimenticate dalla gente; forse è per questo che mi piacciono tanto e fuggo spesso la realtà, per ritrovare ciò che ho perso. Ma se tutto è davvero così e tu sembri uscire da un sogno, allora, forse da qualche parte, in un altro tempo ti ho perso e oggi in questa favola, ti ritrovo."
Reves

martedì 22 gennaio 2013

Musica, cantanti italiani, vampiri.



Grandi magazzini, supermercati, radio, ristoranti, bar, ovunque c'è alta probabilità di venire investiti da gorgheggi e virtuosismi di tutti questi cantanti italiani pieni di pathos. Finto pathos. Fanno rumore e basta, inquinano l'aria, bravi a prolungare le “oooooooooo”, a lamentarsi di amori impossibili, dolori sempre d'amore, c'è quello a cui arriva la notte, poi chi ha subito un tradimento, chi è stato lasciato, tragedie su tragedie, sembra che l'amore sia solo dolore per loro, che se non stanno male allora non amano. Eppure fanno soldi a palate con quella farsa. Tutto vuoto, aria fritta, impanata e venduta come se fosse oro. Quella musica crea solo ansia, pessimismo, mal di stomaco, va giusto bene quando una persona voglia sprofondare consapevolmente in depressione, magari in una giornata in cui senta il desiderio di piangere e divincolarsi in singhiozzi compulsivi e tac!, musica giusta, canzone giusta e tutto è più facile. Da sempre la musica crea sintonia con chi la ascolta, basterebbe la musica giusta a fare la rivoluzione prima dentro le persone e poi inevitabilmente, fuori. Ma se ascoltiamo solo generi depressivi, che ci influenzano e ci fanno restare in quello stato di mero pathos tragico, come facciamo a trovare la forza di reagire?
Tutti in prima fila: Pausini, Giorgia, Arisa, Negroamaro, Cremonini, Ferro, Amoroso...ect...ect...ect...tutti (quasi tutti) con delle voci belle e tutti che cantano solo per se stessi, che hanno bisogno di sentirsi bravi e gorgheggiano, ululano, perchè più ululano e più gorgheggiano e più pensano di dare pathos e veridicità alla loro straordinaria canzone. Canzoni che di stra-ordinario hanno solo il fatto che incredibilmente il pubblico continua ad apprezzare. Se solo le persone cominciassero a voler star bene, a esigere la gioia nelle loro vite, la gioia che riscalda invece dell'ansia che crea dipendenza, all'improvviso questi noti Vip smetterebbero di fare soldi a palate vendendo solo drammi e patetiche canzoni noiose che ripetono sempre la solita dinamica depressiva. Se penso poi che proprio loro avrebbero il compito di dare speranza, nuovi orizzonti, nuove possibilità soprattutto in un'epoca italiana come questa. E invece no, questi Vip giocano coi dolori della gente, contribuiscono a incatenare, impaurire, immobilizzare il suo pubblico, che nel frattempo ha imparato a gorgheggiare e a scandire bene la "oooooooooooooooo". 
Bene, oggi mi sento davvero generosa e in cambio di tutta questa Energia che loro stessi amano e giudicano benefica e che divulgano ininterrottamente attraverso le loro carriere che diventano così redditizie proprio grazie a quella stessa Energia, ebbene Auguro a tutti loro che quello di cui si lamentano e cantano, quello che li fa arricchire così tanto, arrivi nelle loro vite moltiplicato per quattro. Immaginate che meraviglia! In questo modo quando canteranno le loro canzoni saranno depresse e negative a giusta ragione e magari quel pathos di cui tanto si approfittano e che tanto cercano sarà parte di loro, sarà vero e lo si potrà ascoltare nelle loro canzoni con meno “ooooooooooooo” ma con più sentimento, con passione. Gli auguro di diventare VERI, di trovare autenticità in tutte le loro canzoni.
E se, lo affermo consapevole del mio desiderio egoistico, nel frattempo smettessero di riempire il silenzio, avrebbero tutta la mia stima. Per mia fortuna ci sono anche altri cantanti sempre "italiani" che hanno una visione diversa, che sanno suonare il ritmo del sole e che anche quando parlano di storie d'amore, non sono affatto depressivi, ma dolci e affabulanti, non hanno bisogno di gorgheggiare per fare vedere che hanno studiato canto, usano la loro di voce, che li rende unici, che li qualifica come individuo, che li differenzia e tutto questo li rende autentici insieme alle storie che cantano.
Lisa Lelli


lunedì 21 gennaio 2013

venerdì 18 gennaio 2013

Il verbo degli Uccelli


Un giorno tutti gli uccelli del mondo vollero scoprire il segreto della falena e così la interrogarono: "O debole creatura, fino a quando giocherai con il fuoco la tua nobile vita?".
La falena, già ebbra oltre ogni limite, rispose in un soffio: "Questo mi basta: giungere innamorata a convegno con lui e danzare felice intorno alla sua fiamma!".

Farid Ad-Din 'Attar


martedì 15 gennaio 2013

La Scala degli Angeli


Viaggia il pellegrino per incontrare chi lo sogna
Mai la terra promessa prima rivela il suo segreto
L'effetto in fondo è anteriore alla causa
L'origine del mondo si trova nel futuro

                                                                     Alejandro Jodorowsky

lunedì 14 gennaio 2013

Il letto di Procuste


Le menti platoniche si attendono che la vita sia come un film, con dei finali terminali ben definiti; un a-platonico si aspetta che un film sia come la vita e, fatta eccezione per poche condizioni irreversibili come la morte, DIFFIDA della natura terminale di tutti i finali dichiarati da esseri umani.

Nassim Nicholas Taleb



venerdì 4 gennaio 2013

E se LA RUOTA DI FORTUNA parlasse...



"Ho conosciuto tutte le esperienze. All'inizio avevo davanti a me un oceano di possibilità. In seguito, guidata dalla volontà, dalla Provvidenza o dal Caso ho fatto le mie scelte, ho accumulato conoscenza per poi esplodere senza uno scopo prefissato. Mille volte ho trovato la stabilità. Ho cercato di conservarne i frutti sul mio tavolo, ma li ho visti marcire. Ho capito che dovevo aprirmi agli altri, condividere. Avrei dovuto cercare il grande Altro dentro di me, la sorgente divina. Il centro delle mie innumerevoli rivoluzioni intorno a questo asse. Mi sono perduta cercando tutto ciò che mi assomigliava. Ho conosciuto il piacere di riflettermi negli occhi dell'altro come in infiniti specchi. Fino al giorno in cui, con una forza irresistibile, ho agito sul mondo cercando di cambiarlo per rendermi conto che potevo soltanto cominciare a trasformarlo. La mia ricerca spirituale si è allargata fino a impregnare la materia nella sua totalità, e ho raggiunto la spaventosa perfezione, quello stato in cui nulla mi si poteva aggiungere e nulla mi si poteva togliere. Non ho voluto rimanere così, pietrificata. Allora ho abbandonato tutto, avendo come unica compagna la mia saggezza. Sono arrivata al limite estremo di me stessa, piena ma bloccata, in attesa che il capriccio divino, l'energia universale, il vento misterioso che spira dall'inconcepibile mi faccia ruotare e che nel mio centro prenda vita il primo impulso di un nuovo ciclo.
Ho imparato che tutto quello che comincia finisce, e tutto quello che finisce comincia. Ho imparato che tutto quello che si eleva ridiscende, e tutto quello che ridiscende si eleva. Ho imparato che tutto quello che circola finisce per ristagnare, e tutto quello che ristagna finisce per tornare in circolo. La miseria si trasforma in ricchezza, e la ricchezza in miseria. Da un mutamento all'altro, vi invito a unirvi alla ruota della Vita accettando in cambiamenti con pazienza, docilità, umiltà, fino al momento in cui nascerà la Coscienza. Allora, tutto ciò che è umano, come la crisalide che si trasforma in farfalla, raggiungerà quel grado angelico in cui la realtà smette di girare su se stessa, quando si innalza fino allo spirito del Creatore."


da LA VIA DEI TAROCCHI 
di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa

giovedì 13 dicembre 2012

il verbo degli uccelli


Ma Tu realmente conosci il tesoro che possiedi?
Calati in te stesso e comincia a contemplare.
Come puoi sperare di essere accolto dal Sovrano 
se il tuo spirito non si trasforma nel Suo stesso alito?

Farid al-Din 'Attar

martedì 11 dicembre 2012

I TRE CAPELLI D'ORO




Una volta, una notte nera e profonda, una di quelle notti in cui la terra è nera e gli alberi paiono mani rugose e il cielo è di un blu profondo, un vecchio attraversava barcollando un bosco, mezzo accecato dai rami degli alberi che gli graffiavano la faccia. In una mano teneva una piccola lanterna. La candela nella lanterna mandava una luce sempre più fioca. L'uomo aveva lunghi capelli gialli, denti gialli e unghie ricurve e gialle. Era tutto curvo, e la schiena era arrotolata come un sacco di farina. Era tanto segnato dalle rughe che la pelle pendeva in pieghe e falde dal mento, dalle ascelle e dalle anche.
Si afferrava a un albero e poi avanzava un poco, e poi si afferrava a un altro albero e riprendeva il cammino, e così, respirando a fatica e come remando andava avanti nel bosco.
Tutte le ossa dei piedi gli dolevano e bruciavano come fuoco. I gufi sugli alberi stridevano insieme alle sue giunture mentre si spingeva avanti nell'oscurità. 
In lontananza si scorgeva una piccola luce tremolante, una casetta, un fuoco, un posto per riposare, e faticosamente si diresse verso quella piccola luce. Quando arrivò alla porta, era così stanco, così esausto; la piccola luce della lanterna si spense e il vecchio crollò contro la porta. 
Dentro c'era una vecchia seduta accanto a un bel fuoco ruggente, e gli corse accanto, lo raccolse nelle sue braccia e lo portò accanto al fuoco. Lo tenne tra le braccia come una madre tiene il suo bambino. Si sedette sulla sua sedia a dondolo e lo cullò. Eccoli, il povero fragile vecchio, un mucchietto di ossa, e la forte vecchia che lo cullava avanti e indietro dicendo: " Ecco, ecco".
E lo cullò tutta la notte, e verso l'alba era diventato un uomo molto più giovane, un bellissimo giovane dai capelli d'oro e dalle forti membra. E lei continuava a cullarlo.
Stava spuntando l'alba quando il giovane era diventato un bambino piccolissimo e stupendo con i capelli d'oro intrecciati come grano.
Allo spuntar dell'alba la vecchia si affrettò a strappare tre capelli dalla bella testolina del bambino e li gettò sulle mattonelle, e cadendo produssero un lungo suono cristallino. 
E il bimbetto che teneva fra le braccia scivolò giù dal suo grembo e corse alla porta. Si voltò un attimo a guardare la vecchia, le sorrise di un sorriso luminosissimo, poi si volse e volò in cielo per diventare lo splendido sole del mattino.

Versione trasmessa da Kata

domenica 2 dicembre 2012

V per Vendetta

C'è bisogno di un Uomo 
che abbia questo coraggio, 
questa sapienza 
e la capacità di concretizzare i valori in cui crede.
Quei valori sono anche i miei.
Quelle idee sono anche le mie.
E le idee non possono morire.



giovedì 29 novembre 2012

METAGENEALOGIA Jodorowskyana


Finalmente anche in Italia:
METAGENEALOGIA.
La famiglia, un tesoro e un tranello.

Di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa.


"Tutti dovrebbero conoscere il proprio albero genealogico. 
La famiglia è il nostro forziere del tesoro 
ma anche la nostra trappola mortale."
Alejandro Jodorowsky

Sinossi.
Questo volume è il risultato di molti anni di studio condotti da Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa: la Metagenealogia è un metodo di analisi dell'albero genealogico. Secondo Jodorowsky, la famiglia riversa e trasmette sugli individui energie positive e negative. Uno studio approfondito del proprio albero offre la possibilità di comprendere fino a che punto quello che si pensa, si sente, si desidera o si vive, così come i conflitti e le ferite, possono essere il risultato di un passato familiare, sociale, storico o di un residuo educativo. La Metagenealogia rivela che in una stirpe si ripetono date, malattie, nascite, morti, incidenti e nomi. E noi tendiamo a identificarci e a essere fedeli ai nostri familiari, anche se questo atteggiamento può risultare doloroso, paralizzante e autodistruttivo. Svelare le dinamiche del clan familiare ci aiuta a comprendere le nostre inibizioni. In realtà, questo libro è una sorta di cammino iniziatico verso la coscienza di sé: diventando consapevoli dei tranelli, dei pregiudizi, delle deviazioni di chi ci ha preceduti, possiamo guarire la nostra anima, migliorare il rapporto con gli altri e sapere finalmente chi siamo. Il testo è arricchito da una serie di esercizi tecnici e consigli pratici che consentono al lettore di lavorare su se stesso e sui propri familiari, per spezzare le catene che tengono prigionieri del passato e ci consentono di realizzarci pienamente come individui. E quindi, di vivere meglio.

domenica 25 novembre 2012

L'Ipocrisia degli esseri senza Essere


Michael Jackson. Mai in the Mirror

Si fanno donazioni, elemosine, siamo davvero bravi, siamo belli, siamo anime nobili con il dono della bontà! Che meraviglia! Felici e soddisfatti andiamo in giro con la ricevuta del versamento fatto per i bambini in Africa, lo sventoliamo, lo esibiamo per Natale a tutti gli amici e ..."...cazzo che palle questo zingaro che chiede i soldi, sempre tra le palle davanti al mio bar preferito!"...ma no, ho appena fatto la donazione in Africa, sono buono, sono bello! NO, certo che non lo faccio per i dettami della moda! Ma che dici!!! Sono buono, sono bello, un'anima nobile! E' solo che lo zingaro fuori dal mio bar preferito m'inquina l'aria, l'aria che io contribuisco a rendere più bella, più sana, più buona grazie alle parole meravigliose che dico ogni volta ai miei amici mentre parlo degli obiettivi mistici e salvifici dell'Africa e di tutto l'Universo! Certo! Io rendo il Mondo più bello! Ho appena fatto una donazione!!! 5 euro! E vado anche alla cena di Natale per gli orfanelli! Non come lo zingaro, qui all'angolo del mio bar preferito! Lui proprio inquina l'aria, sciupa la strada! E non farmi pensare a quel negro di merda che sosta sempre davanti alla mia libreria preferita! Ma no, certo che no! Non c'entra questo mio sentire con me, io sono buono, io sono bello! Cazzo, non insinuare sai! IO SONO QUELLO CHE FACCIO LA DONAZIONE DI 5 EURO PER L'AFRICA! OGNI ANNO!!!! E te? Te, cosa fai per quei poveri bambini africani??? Glieli dai o no questi 5 euro? Allora non parlare più! E la prossima volta troviamoci in quel bar, non in questo, mi ha proprio rotto quello zingaro che sosta sempre all'angolo!

sabato 24 novembre 2012

LIFE


La firma in bianco. Magritte.

Tutto è possibile, ma niente è certo.


giovedì 22 novembre 2012

WHO IS IT?


Dalle crisi mistiche dell'adolescenza, dalla rivolta magnifica che ci fa dubitare della via tracciata dagli altri, un giorno ci allontaniamo e decidiamo di pagare un debito immaginario alla società, accettiamo di morire a noi stessi. E la più grande soperchieria è che di questa morte nessuno s'inquieta. Al contrario, la si aspetta al varco, la si accoglie, la si ricompensa. Dopo che si è accettato il prezzo della propria morte spirituale, diventa straordinariamente difficile seguire un'altra strada. Lo si può fare al prezzo di un immenso sforzo, di un grandissimo coraggio. L'uomo che ha accettato la propria morte non ha che una possibilità, diventare l'adepto di una religione o di un gruppo di persone che pongono il divino fuori di Sé, così tutto rientra nell'ordine e gli interessi della società si ricongiungono a quelli delle Chiese e delle sette che funzionano sulla stessa base comune: la morte della Coscienza divina. Il motore è il senso di colpa, il timore, l'obbedienza. I frutti sono l'inaridimento, il distacco dal fine dei sensi, l'ossessione, il puritanesimo, la violenza, la morale, l'esclusione. In India, in America, in Cina, in Medio Oriente, in Europa, questo è il modo di agire che vediamo dappertutto all'opera.
                                                               
                                                                Daniel Odier
dal libro "Tantra. L'iniziazione di un occidentale all'amore assoluto"

mercoledì 21 novembre 2012

ENTITA' SPIRITUALI


PAPA GIOVANNI XIII e gli U.F.O.


NOTIZIE VOLANTI

Da Brontis Jodorowsky, visto su facebook:

ESIGENZE EPOCALI




"Quando si sterminano le zanzare senza occuparsi degli acquitrini, le zanzare tornano ad essere più numerose di prima; non lo avete constatato? E nelle nostre società circolano zanzare di una specie particolare. Se non si vuole più essere punti, non bisogna lasciar loro le condizioni in cui possano proliferare. "
 



 Omraam Mikhaël Aïvanhov

SAVIGLIANO - Cuneo

Centro storico ridente, bambini che corrono, cafè che accolgono amici che s'incontrano. Nocciole strabilianti, vino impeccabile, cioccolata, pasticcerie. Alimentari che pullulano di persone. Niente supermercati enormi esilio del sano commercio. All'orizzonte le Alpi totalmente innevate, il cielo limpido le sovrasta e regala un crepuscolo intriso di calore da focolare. Si respira un ché di nobile che non ha niente a che fare con la civiltà obsoleta a cui ci fanno tanto credere che dobbiamo aspirare per essere felici.